Levanzo

E’ passato quasi un anno dal nostro piccolo viaggio nella Sicilia nord-occidentale, ma più passa il tempo e più alcuni luoghi prendono il loro posto nel cuore, sedimentano e ti lasciano il sorriso e il desiderio forte di tornare.

Levanzo, la più piccola delle isole Egadi, è uno di quei luoghi.

Dati i pochi giorni a disposizione, abbiamo dovuto scegliere una sola delle isole e così, per soddisfare il nostro amore per i posti poco affollati abbiamo scelto questa piccola perla per un pomeriggio all’insegna della pace e dell’azzurro di mare e cielo. Levanzo è raggiungibile da Trapani in 20 minuti di aliscafo; appena sbarcati lo spettacolo è esattamente quello che ci si aspetta, solo un po’ più turchese e un po’ più silenzioso.

Levanzo, Cala Dogana

Levanzo     Levanzo

Siamo nei primi giorni di Settembre, e l’isola, forse un po’ “snobbata” dalla grande folla che prosegue per Favignana, sembra deserta. Passeggiamo per le stradine bianche e blu, l’atmosfera è come sospesa… e resistiamo poco al richiamo dell’acqua e all’idea di avere queste calette tutte per noi!

Levanzo     Levanzo

Non aspettatevi ovviamente grandi spiagge sabbiose qui, ci sono principalmente rocce e piccola ghiaia… ma anche per un’amante della sabbia fine come me, il colore dell’acqua e la pace che si respira sono impagabili. A piedi potrete raggiungere le due cale più note, Cala Fredda, contraddistinta da una spiaggia di sassi e un comodo scivolo, e la più selvaggia Cala Minnola, orlata da una splendida pineta, e molto apprezzata dagli appassionati di archeologia subacquea.

Levanzo

Quando il sole comincia a scendere, è il momento di rivestirsi e concedersi un’altra bellissima passeggiata -considerando le dimensioni dell’isola, potete praticamente girarla tutta!

Levanzo

Levanzo     Levanzo

Camminando da Cala Dogana (la zona del porto) verso il Faraglione, lo spettacolo del sole che scende illuminando la vicina Favignana è meraviglioso…

Levanzo Levanzo Levanzo

L’isola non è certo adatta a chi cerca divertimenti mondani e locali notturni: a Levanzo troverete solo due o tre bar/ristoranti. Quando il sole è ormai sceso, mi godo lo spettacolo delle luci della sera insieme al piacere di una cassata e un marsala sul terrazzo di uno di questi, aspettando l’aliscafo che ci riporta a Trapani.

Levanzo Levanzo

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Il Sacro Bosco di Bomarzo

Primavera, giorni di gite fuori porta… ed io amo scoprire e riscoprire posti vicini, quelli che tipicamente vengono “snobbati” quando al contrario organizzi viaggi con più giorni a disposizione.

Oggi quindi rimaniamo nella mia regione, il Lazio, e avventuriamoci nel Parco dei Mostri di Bomarzo, vicino Viterbo.

L’impianto del parco, chiamato anche Sacro Bosco, risale alla seconda metà del XVI secolo, ed è ornato da statue che ritraggono mostri e divinità sacre (da cui il nome). L’aspetto del giardino è estremamente naturale, come se i mostri in pietra sbucassero dalla vegetazione, regalando ad ogni angolo una sorpresa.

Sacro Bosco di Bomarzo
Il Nettuno

Sacro Bosco di Bomarzo

Sacro Bosco di Bomarzo

 

 

 

Il “mostro” più celebre di tutti è senza dubbio l’Orco, un grande faccione dalle fauci spalancate: al suo interno nasconde una piccola sala, con tavolo e panche in pietra!! Sulle sue labbra leggiamo “Ogni pensiero vola“…

 

 

 

 

Sacro Bosco di Bomarzo     Sacro Bosco di Bomarzo

Nel parco non ci sono solo mostri e antiche divinità, ma anche piccole costruzioni che confondono il visitatore, rompendo gli schemi classici di prospettiva e geometria. Provate ad entrare nella Casa Pendente… e capirete la sensazione di non conoscere più l’equilibrio!

Sacro Bosco di Bomarzo     Sacro Bosco di Bomarzo

Sacro Bosco di Bomarzo

Il Parco dei Mostri è facilissimo da raggiungere, percorrendo l’autostrada A1 e prendendo l’uscita Attigliano in direzione Bomarzo troverete le indicazioni e un comodo parcheggio. Magari approfittatene per visitare la splendida zona della Tuscia e i suoi gioielli come Civita di Bagnoregio, Calcata e il quartiere medievale di Viterbo (per citarne solo alcuni)!